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Che cosa è il PSA

Una delle scoperte più recenti e interessanti è che il PSA circola nel siero in diverse

1) PSA libero, 2) PSA complessato con un inibitore delle proteasi prodotta in gran parte dal fegato, la alfa-1-antichimotripsina, 3) in combinazione con l’alfa 2 macroglobulina (PSA non misurabile tramite i comuni metodi immunoenzimatici), 4) legata con l’inibitore dellinter alfa tripsina, 5) in combinazione con alfa i antitripsina, 6) legata all’inibitore della proteina O.
In un soggetto sano, la maggior parte del PSA immunoreattivo sierico (60-95%) è legato all’alfa-1 -antichimotripsina, mentre il PSA libero rappresenta una percentuale del 5-40 %. L’osservazione più interessante dal punto di vista clinico è che i pazienti con neoplasia prostatica presentano una quota di PSA libero circolante significativamente ridotta rispetto ai pazienti con ipertrofia prostatica benigna. Questa differenza in concentrazione del PSA totale e libero nelle due patologie ha permesso che il rapporto tra PSA libero/PSA totale venisse utilizzato nella pratica clinica per differenziare l’ipertrofia prostatica benigna dal carcinoma prostatico. In particolare l’impiego del rapporto tra PSA libero/totale con un PSA totale compreso nella “zona grigia” del PSA tra 4.0-10.0 ng/ml sembra aumentare la specificità diagnostica del 20% circa rispetto al dosaggio del solo PSA totale senza comprometterne la sensibilità. Attualmente, non sono chiaramente noti né il metabolismo del PSA libero né le modificazioni che numerosi fattori potrebbero determinare sulla sua emivita

Il dosaggio del PSA libero va indirizzato secondo precise indicazioni che si possono riassumere nei seguenti punti:

1) La concentrazione sierica del PSA libero non va interpretata da sola, ma va sempre rapportata alla concentrazione con PSA totale

2)Il rapporto PSA libero/PSA totale va utilizzato preferibilmente nei casi con valori di PSA totale compresi tra 3 (o, secondo alcuni autori 2.5 nq/ml) e 10 nq/ml (questo range viene attualmente denominato zona grigia e nei casi di diagnosi controversa. Più analiticamente, se il PSA totale è nella norma, cioè tra 2.5 e 4.0 ng/ml il rapporto tra PSA libero/totale migliora la sensibilità del test (aumenta il numero dei tumori diagnosticati); se il PSA è leggermente aumentato il rapporto tra il PSA libero/totale aumenta la specificità del test (elimina le biopsie prostatiche non necessarie)

3) Uno dei punti più controversi è il problema della scelta del cut-off (valore soglia a cui attenersi) del rapporto PSA libero/totale da utilizzare nella cosiddetta “zona grigia “.
Va preliminarmente precisato che i valori di cutoff sono dipendenti dal metodo di dosaggio e, in quanto tali, devono essere determinati con il metodo analitico effettivamente usato. Numerose esperienze portano alla scelta di un valore di cut-off inferiore al 15% che sembra determinare un miglioramento della specificità del PSA totale senza una concomitante riduzione della sensibilità
In generale, se il PSA totale è compreso nella zona grigia e il rapporto è maggiore del 25%, la probabilità che vi sia un carcinoma prostatico è relativamente bassa (< 10%); se il rapporto è < 10%, la probabilità di diagnosticare un tumore con delle biopsie è invece alta (>80%). Di fronte ad un rapporto tra PSA liberoltotale compreso tra il 10% e il 25% e un PSA totale nella zona grigia , è necessario sottoporre il paziente a biopsie prostatiche .


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